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MARTEDÌ, 15 GENNAIO 2008
 
Pagina 12 - Gorizia
 
A fronte della disastrosa situazione campana una non rosea condizione della nostra regione richiede impegno da parte di cittadini, enti e imprese
 
Io mi riciclo e tu? Prima cominciamo meglio è
 
La raccolta differenziata il primo passo al quale possono partecipare attivamente anche gli studenti
 
 
 
 

I recenti avvenimenti di Napoli hanno riaperto la vecchia questione dell’inefficienza delle strutture di smaltimento dei rifiuti nella provincia di Udine. Mentre nelle altre province la situazione è sotto controllo, in quella di Udine, a causa di una mancata pianificazione da parte delle amministrazioni e del poco peso che ha la raccolta differenziata (ferma al 32% dei rifiuti raccolti), potrebbe verificarsi una crisi già profetizzata sette mesi fa dall’assessore regionale all’Ambiente Gianfranco Moretton, che in quell’occasione denunciò una cattiva gestione delle discariche, le cui volumetrie si stanno esaurendo; ma l’allora presidente della Provincia Strassoldo rimase inerte. Chissà che, con il cambio di poltrone, qualcosa cominci a girare. Ma lasciando i giochetti della politica a chi di dovere, cosa possiamo fare noi studenti, nel nostro piccolo, per migliorare questa situazione? Un primo passo sarebbe migliorare quel 32% di rifiuti differenziati (da portare, sempre per l’Assessore, almeno all’80%) e la lodevole iniziativa del Marinelli "Io mi riciclo… E tu?" aiuterà certamente a formare una "cultura del recupero" nelle nuove generazioni. Questo progetto di educazione ambientale, avviato a fine dicembre 2007 vuole dimostrare come anche noi studenti possiamo partecipare attivamente alla raccolta differenziata. Con l’aiuto della Net, l’azienza di nettezza urbana, sono stati consegnati alle classi, coinvolte nel progetto, tre contenitori uno giallo per la raccolta della carta, uno azzurro per la raccolta della plastica e uno verde per il vetro e l’alluminio. In questo modo potremo verificare quanto materiale da riciclare si produrrà nel corso dell'anno scolastico. Ogni contenitore pieno, infatti, verrà preventivamente pesato e scaricato.
Perché questa nostra attenzione, perché è importante difendere e conservare l’ambiente in cui viviamo?.
La nostra attenzione, la nostra sensibilita’ nasce da queste semplici considerazioni: abbiamo il diritto di usufruire dell’ambiente in cui viviamo, di tutte le risorse e di tutti i valori positivi (paesaggi, aria buona) che possono servire a rendere migliore la nostra vita, ma ...
Ma abbiamo il dovere di fare in modo che anche le generazioni che verranno dopo di noi possano usufruire della bellezza e delle risorse dell’ambiente, allo stesso modo, o meglio, di quanto possiamo fare noi adesso.
E’ questo il concetto di sviluppo eco-sostenibile: le risorse che noi prendiamo dalla natura nell’arco di un anno, di cinque, di dieci, al massimo, di una generazione si saranno ricreate, saranno rese disponibili a chi ci sarà dopo di noi.
Insomma, le modificazioni che noi creiamo sull’ambiente (consumando materie prime, legno, acqua, generando rifiuti e trattandoli adeguatamente), dovranno essere così leggere, di impatto così ridotto, che la natura stessa sarà in grado di rinnovarsi e rigenerarsi nell’arco di pochi anni: se siamo capaci di vivere la natura e le sue ricchezze in modo "eco-sostenibile", se rispettiamo la natura, le generazioni dopo di noi potranno ritrovare un ambiente sano, intatto, almeno pari, se non migliore, di come l’abbiamo vissuto noi.
L’energia, l’acqua, le materie prime sono importanti; altrettanto importante è il trattamento dei rifiuti.
Si spera che ogni ragazzo porti in casa propria questa esperienza, riuscendo così a cambiare le abitudini della propria famiglia; e l’obiettivo proposto da Moretton non sembra poi così improbabile. Anche perché è l’unico modo di evitare la saturazione immediata (l’impianto di Trivignano è già al completo) o una costosa esportazione in altre Regioni. Prima cominciamo meglio è.
Giacomo Trento
classe 3F
Liceo scientifico Marinelli